Entrando a Milano si apre una vetrina che pare quasi lo sfoglio di pagine di un libro d’arte su legno.
I vari pezzi esposti costituiscono nel loro insieme un’intensa chiave di lettura moderna della crescita culturale e dello sviluppo intellettuale di epoche e società del passato.
Balzando con lo sguardo nello spazio capita di trovare appesi a rudi ganci listelli di parquet quasi a suggellare testimonianza di matrimonio remoto della cultura rurale con l’arredo di abitazioni, ricordo nostalgico senza contrasto con l’estetica moderna.
Alla parete l’attenzione si sofferma su “quadri” raffiguranti svolte:
il rincorrersi lineare di liste di legno ci riporta alla svolta a Vienna nel 1806 in un locale denominato “Il Ballo del Nuovo Mondo” dove viene introdotta per la prima volta la cultura del parquet nelle sale da ballo, cultura che inaugura l’apertura di un nuovo protagonismo “la più attraente espressione del ritmo che il mondo abbia mai conosciuto”attraverso cocktails culturali e musicali multietnici;
i disegni ad intarsio ci riportano a rispolverare il periodo del ‘700
culla dell’estetica moderna, che nasce con il fine del bello e
dell’arte riconducendo le arti ad alcuni principi razionali e
universalmente validi: contro il “cattivo gusto” si affermano la
fantasia e i sentimenti dell’artista sottomessi al “gioco della
ragione”; sconosciuti artigiani dotati di raffinata e profonda
sensibilità per i materiali impiegati, presentano fantasiosi e
complessi disegni, esperienze che si rivelano nella scelta
dell’armonioso equilibrio cromatico, nell’uso appropriato e creativo
della tessitura. Questa filosofia dell’abitare in veste moderna
dimostra come il passato sia fonte di architettura del presente;
i listoni dalle dimensioni presuntuose disegnano i palchi e palchetti
dei teatri, veri palcoscenici di fusione di romanzi e commedie umane
con l’energia della terra.
Infine troviamo tappeti moderni di parquet nati dall’accostamento del legno con nuovi materiali da costruzione senza sconvolgere canoni estetici legati al paesaggio e alla cultura di ogni comunità.
La concezione che la propria idea di architettura sia essa un’abitazione, un palazzo o qual si voglia, possa avere tra i protagonisti il parquet, la rende frutto di rappresentazione dell’essere vita di passato, presente e futuro.
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